mer

23

feb

2011

Allarme pioggia: svelato il perché

Secondo una ricerca riportata sulla rivista 'Nature', le piogge nel mondo sono aumentate dal 350%. Un dato allarmante, che può diventare ancora più spaventoso.

<<Possiamo affermare con relativa certezza che la maggiore intensità delle precipitazioni dell'ultimo mezzo secolo è legata al riscaldamento dell'atmosfera. E che forse abbiamo sottostimato l'andamento: in futuro dovremmo aspettarci eventi ancora più violenti>> ha dichiarato  Gabriele Hegerl, la climatologa dell'università di Edimburgo che ha condotto la ricerca. 

 

La realtà del resto parla chiaro: solo nel 2000, in Inghilterra e Galles le compagnie assicuratrici hanno dovuto rimborsare 1,5 miliardi di euro per danni dovute a piogge ed inondazioni. <<I fenomeni sarebbero stati più lievi ameno del 20% senza riscaldamento climatico>> sostengono i ricercatori. 

 

In Italia, dove il monitoraggio degli eventi meteo estremi è affidato all'Ibimet (Istituto di biometeorologia), i fenomeni precipitatori si sono intensificati dall'inizio degli anni '90. Prima di allora, veniva considerata 'pesante' una pioggia da 40-60 millimetri al giorno. Oggi arriviamo anche a 250, come è avvenuto recentemente in Umbria. 

 

Cosa fare per evitare il peggio? Mentre i governi si confrontano (ma ancora con scarsi risultati) sul protocollo di Kyoto, dai privati può partire il grande cambiamento. E le buone idee non mancano. Legambiente, per esempio,  proprio

in occasione dell’anniversario dell’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto ha proposto di fare dell’edilizia il settore di punta dell’innovazione nel settore energetico. In pratica, costruendo case in classe A che utilizzano energie rinnovabili si otterrebbe un triplice risultato: riduzione dell'effetto serra, diminuzione del conto nelle bollette dei cittadini, creazione di posti lavoro  per rilanciare l’economia.

A questo scopo, Legambiente ha realizzato il Rapporto "Tutti in classe A", da cui emerge che gli edifici in cui lavoriamo e viviamo non sono generalmente costruiti seguendo un concetto di ecosostenibilità e sono responsabili, in nove casi su dieci, di rilevanti dispersioni di calore che costringono a usare riscaldamento e condizionatori. La prova? 

Una squadra di tecnici ha analizzato100 edifici tra appartamenti e uffici in 15 città italiane: ebbene, solo 11 sono stati promossi per efficienza energetica, ed erano tutti a Bolzano.

Bocciata anche l’edilizia pubblica: 18 edifici su 19 rivelano dispersioni incredibili. 

Leggendo il rapporto, le uniche città promosse sono soltanto le Province Autonome di Trento e Bolzano, la Lombardia e il Piemonte. 

Scrivi commento

Commenti: 0

  • loading
Newsletter

seguici su Twitter