dom

13

mar

2011

Tsunami: è allarme nucleare

Dopo il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il Nord-Est del  Giappone,  il terrore continua per ciò che sta succedendo alle centrali nucleari. Durante le scosse di assestamento, infatti, una violenta esplosione ha polverizzato la gabbia di contenimento di uno dei reattori della centrale di Fukushima, a 250  km da Tokio, il tetto è crollato e l’impianto di raffreddamento ha avuto forti problemi di tenuta.

Un’area di 20 km intorno alla centrale nucleare è stata quindi evacuata e sono stati allontanati 45 mila residenti. Le autorità giapponesi invitano la popolazione a barricarsi in casa, a coprirsi naso e bocca con asciugamani bagnati per proteggersi dalle radiazioni quando escono, a lavarsi le mani appena rientrati, a non consumare verdure, acqua del rubinetto e cibi freschi: un vero, terribile incubo, che riporta alla mente ciò che è successo dopo l'incidente nucleare di Chernobyl del 1986, in Ucraina, quando otto milioni le persone sono state esposte alll’inquinamento radioattivo sviluppando sintomi  quali perdita dei capelli, emorragie, infiammazioni cutanee, nausea, diarrea. Gli effetti a medio e lungo termine sono stati malformazioni, tumori, in particolare cancro alla tiroide tra i bambini. Altri studi sono in corso su effetti come la cataratta, alcune malattie cardiache e leucemia. Inoltre, non dimentichiamo che la nube radioattiva si muove: va dove la porta il vento e non si sa dove arriverà a seminare morte e disperazione.

Ciò che è successo dimostra che i fattori scatenanti possono non sono essere prevedibili né controllabili. Neppure in un Paese tecnologicamente e scientificamente evoluto come il Giappone.

Detto questo, c'è qualcuno che è ancora favorevole al nucleare

 

 

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