lun

21

feb

2011

Come ridurre i rifiuti

meno rifiuti, più benessere

Il 30% del nostri rifiuti plastici (quelli che inquinano l'ambiente) é costituito da imballaggi (fonte Comieco).  Ecco allora 6 consigli per una spesa più ecologica: 

  • Acquistate uova imballate nel cartone invece che nella plastica o nel polistirolo.
  • Preferite i prodotti confezionati con materiali riciclabili o riciclati. Molte confezioni di cereali, biscotti, cibi secchi e cracker, per esempio,  sono fatte con cartone riciclato, che si riconosce dal  colore più grigiastro.
  • Comperate spesso all'ingrosso: oltre ad essere più economico, permette di usare meno imballaggi
  • Acquistate i vegetali sfusi invece di quelli preconfezionati
  • Preferite i recipienti in vetro e alluminio, che sono facili da riciclare
  • Evitate i recipienti composti da differenti tipi di plastica in parecchi strati: non sono biodegradabili
  • Se potete, acquistate prodotti sfusi: il latte dagli erogatori di latte crudo alla spina, il vino e l'olio dai negozi che consentono di spillarli direttamente,  i detersivi nei punti vendita che li erogano  alla spina

 

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dom

20

feb

2011

Da domani, via libera alle auto

via libera alle auto nella cerchia dei Bastioni di Milano

Comunicazione di servizio per chi abita a Milano.

A partire da domani tornano in vigore le normali regole di accesso alla Cerchia dei Bastioni. E' stato infatti sospeso il provvedimento “Aria Pulita”, con tutte le relative misure antismog. L'Arpa  ha infatti rilevato che per tre giorni i valori di PM10 sono scesi sotto la soglia critica 50 mg/mc.

Permangano invece all’interno dell’Area Ecopass  i blocchi (dalle 7,30 alle 19,30) dei veicoli commerciali benzina euro 2 e diesel euro 2 ed euro 3. L’Assessore alla Mobilità ha dichiarato che, se da un lato la pioggia ha contribuito all’abbassamento dei livelli di PM10, dall'altro l'iniziativa 'Aria Pulita' ha sicuramente giovato all'ambiente perché causato una riduzione del 20% delle emissioni nell’Area Ecopass.

 

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mar

15

feb

2011

Oscar 2011: i film più eco

Gasland, Waste Land, Sun Come Up, The Warriors of Quigang: sono i quattro documentari candidati agli Oscar che sviluppano l'eco trend inaugurato lo scorso anno da 'The Cove', la pellicola incentrata sulla strage di delfini in Giappone, vincitrice degli Academy Awards.

 

Ma quali sono le tematiche sostenibili che accenderanno di verde gli ecomovies in lizza il prossimo 27 febbraio a Los Angeles? 

 

Gasland denuncia il tema del gas negli Stati Uniti, dove le multinazionali sono disposte a comprare terreni apparentemente senza valore a prezzi fuori mercato, sperando di estrarne gas naturale con procedimenti di trivellazione invasivi, violenti e devastanti per l’ambiente e le falde acquifere.

 

Waste Land è invece ambientato in Brasile, dove vive l'artista Vik Muniz, protagonista del film incentrato su Jardim Gramacho, la più grande discarica del mondo, situata vicino a Rio de Janeiro. Qui Muniz collabora con i catadores, i raccoglitori di materiale riciclabile, per insegnare al pubblico come dare nuova vita a ciò che viene buttato.

 

Sun Come Up è un corto girato in Nuova Guinea: racconta la storia di famiglie di rifugiati alla ricerca di una nuova casa dopo che guerra e disastri ambientali hanno distrutto la loro.

 

The Warriors of the Quigang narra invece di un omonimo villaggio cinese, dove la gente lotta contro l’inquinamento della terra  causato dalle vicine industrie, ingegnandosi e coalizzandosi nel nome di una maggiore ecosostenibilità. 

 

 

 

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lun

31

gen

2011

stop al traffico: ma serve a qualcosa?

Quanto influisce il traffico delle auto sui livelli delle polveri sottili? Non molto, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. E secondo voi? Rinunciare all'auto serve a qualcosa?

 

Dall'inizio dell'anno, giorno dopo giorno, Milano continua a superare il tetto dei 50 mcg per metro cubo di Pm10, segnalandosi come una delle città che con più frequenza infrange il limite fissato dall'UE. Maglia nera anche a Brescia, Bergamo, Lecco, Como e Varese seguiti da Lodi, Pavia, Mantova. Come misura di emergenza si adotta il blocco delle auto, che, pur favorendo comportamenti sostenibili,  secondo una ricerca del Centro Studi sui Sistemi di Trasporto (Csst), patrocinata dall'Aci, non risolve affatto il problema.  

 

Leggendo un articolo pubblicato su Focus scopriamo infatti che le fonti più importanti delle polveri sottili (il famigerato PM10) sono altre, e la loro concentrazione nell'aria viene intaccata poco o nulla dalle iniziative legate al traffico

 

 
   

PM10: chi lo fa (e quanto)

   
     
 

Centrali termiche ed
emissioni industriali

25%

Impianti di riscaldamento

11%

Processi produttivi 
di vario tipo

10%

Processi di combustione 
naturali

10%
Trasporti marittimi, 
aerei e ferroviari

15%
Veicoli industriali e 
trasporto pubblico

9%
Autovetture

8%
Veicoli commerciali 
leggeri

5%

Ciclomotori

2%

Motocicli

1%

Processi non dovuti a 
combustione (attrito, 
Abrasione e 
polverizzazione dei mat. 
di consumo, per esempio 
le gomme)

4%


Fonte: CSST (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto). Lo studio è pubblicato a cura dell'Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli).
 
 

E se Aci (Automobile club italiano) può essere considerato un "osservatore di parte", l'Organizzazione Mondiale della Sanità  è della stessa opinione. Nel 2005, infatti,  ha commissionato uno studio su 13 città italiane dal quale si evince che lo stop alle macchine non cambia la situazione inquinamento. Prendiamo come esempio la città di Trieste: qui le polveri sottili in atmosfera vengono attribuite per il 15% al traffico e per il 13% al riscaldamento, ma il 66% deriva dalle  attività industriali. 

Qui a destra trovate i dati che specificano le cause dell'inquinamento urbano, suddivisi in percentuale.

 

Sembra che le autovetture influiscano solo in misura dell'8%.

 

Perché, allora, le strategie d'emergenza si concentrano principalmente sui trasporti privati?

 

E quali potrebbero essere, invece, le soluzioni più efficaci? A voi la parola.

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lun

31

gen

2011

Spazzolino da denti: quanto inquina?

Siete abituati a riciclare bottiglie o contenitori di plastica, ma avete mai pensato allo spazzolino? Secondo il dentista andrebbe cambiato almeno ogni due mesi, quindi ne consumiamo in media 6 pro capite all'anno. Peccato questo oggetto indispensabile contenga 'polipropilene' una sostanza che, secondo lo studio Life Cycle Analysis, effettuato, effettuato nel 2007 dal Franklin Associates for the Plastics Division of the American Chemistry Council, produce gas serra in misura di 1.343 kg per ogni 1.000 kg di PP. Questo significa che vengono emessi 34 grammi di gas serra per ogni spazzolino medio tradizionale (del peso di 25 g).  Ma ecco l'alternativa: spazzolini da denti riciclati, prodotti riutilizzando contenitori di yogurt riciclati. Secondo l'azienda Preserve, specializzata nel riciclo della plastica, il loro uso consente di consumare il 54% in meno di acqua, il 75% in meno di petrolio, il 48% in meno di carbone, oltre a ridurre del 77% l'utilizzo di gas naturali e del 46% quello di elettricità. Da qui un abbassamento delle emissioni di gas serra che, rispetto ad uno spazzolino tradizionale, è del 64%.

In pratica, per ogni spazzolino riciclato eliminiamo 12 grammi di emissioni

Come valida alternativa si possono utilizzare gli spazzolini elettrici o, comunque, con testina intercambiabile : il grosso dell’inquinamento infatti deriva dal manico che, in questi casi, rimane intatto ed utilizzabile a lungo nel tempo. 

 



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sab

15

gen

2011

Come spedire lettere a impatto zero (o quasi)

PostaPronta è un nuovo servizio postale, comodo ed ecologico.

Secondo uno studio di AzzeroCO2 (società specializzata nell’analisi delle emissioni inquinanti provocate dalle nostre azioni quotidiane) ogni lettera spedita con Posta Pronta eviterà un etto e mezzo di anidride carbonica nell’atmosfera (più o meno quanto emesso da un auto che viaggia per un chilometro).


Come funziona?

Dal sito www.postapronta.eu si scarica un software che installa una stampante 'virtuale' sul pc. Quando si vuole spedire un documento lo si seleziona e con pochi click lo si spedisce nel formato prescelto (bianco e nero, colori, fronte/retro).
Posta Pronta farà viaggiare il documento in forma criptata e in formato elettronico fino al centro stampa più vicino alla città di destinazione. Lì verrà stampato, imbustato, affrancato e consegnato a Poste Italiane (www.poste.it) perché venga recapitato. 


I costi?
Da un euro per 3 fogli in bianco e nero fino a 5,50 euro per 9 fogli a colori.


Un bel risparmio di tempo e fatica: non si deve più pensare a buste, francobolli e lunghe file alle poste. E anche l’ambiente ringrazia.


 

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gio

13

gen

2011

SACCHETTI DI PLASTICA: LA SOLITA BUFALA?

SACCHETTI DI PLASTICA: LA SOLITA BUFALA? 

Dal primo gennaio 2011 è entrata in vigore la legge che vieta l’utilizzo dei sacchetti di plastica. Eppure tutti li usano ancora. La solita bufala?

 

I sacchetti di plastica sono ormai vietati, eppure non c’è supermercato che non ne disponga. Come mai? Chi prenderà la multa? Forse nessuno.  Il Consiglio dei Ministri non ha infatti emanato nessun decreto attuativo per le legge 296. Nella stessa legge inoltre mancano: 1) una precisa indicazione sul sanzionamento (e quindi la multa non può essere inflitta) 2) una dichiarazione di cosa di intende esattamente per sacchetto di plastica (spessore, contenuto chimico, etc).  

 

Caro sacchetti: quanto ci costa? 

Saranno quindi i commercianti a fare il bello o il cattivo tempo, per motivi probabilmente più economici che ecologici. Gli eco-sacchetti biodegradabili infatti costano dai 5 ai 20 centesimi ma hanno prestazioni ridotte rispetto alle vecchie alternative: sottilissimi, sono poco resistenti  e si rompono. Secondo Coldiretti Lombardia, per il loro acquisto ogni italiano spenderà 30 euro in più all'anno. 

 

Shopping bag in stoffa: la soluzione per risparmiare

Il trucco è acquistare una shopping bag in stoffa o, comunque, in materiali riutilizzabili e rifiutare i sacchetti di plastica alla cassa. Sempre per Coldiretti, investendo dai 3 ai 5 euro in questo acquisto se ne risparmiano 25, che potranno essere utilizzati, ad esempio, per fare una spesa alimentare media presso i farmers market ove acquistare direttamente dai produttori verdura, frutta, carni, salumi e formaggi. 

 

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gio

16

dic

2010

Col car pooling, sconti sulle piste da sci

Voglia di mettere gli sci ai piedi? Per chi rispetta l'ambiente quest'anno fioccano promozioni e sconti. In Valchiavenna, per esempio, a Madesimo è partita l'iniziativa Eco Ski Pass, che offfre riduzioni sui tickets per gli impianti di risalita a chiunque li raggiunga condividendo l'auto con altre 3-4 persone. Un'ottima idea per promuovere sia la passione per lo sport che l'impegno a miuoversi con un minor impatto ambientale.

Riempi la tua auto e vieni a sciare con gli amici, spenderai ancora meno! Meno inquinamento, meno costi, più divertimento, più sconto!”  recita lo slogan della campagna. Per aderire, basta entrare nel sito www.skiareavalchiavenna.it, scegliere la giornata ed inserire nomi dei partecipanti per ottenere il voucher da presentare presso le biglietterie, accompagnato dai documenti d’identità dei nominativi inseriti.

 

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mar

14

dic

2010

MENU' DI NATALE: SAI QUANTO INQUINA?

Molto, se si portano in tavola cibi esotici che vengono da lontano. Finti “lussi” messi in una lista nera da Coldiretti, che traduce il loro impatto in numeri: un chilo di albicocche australiane – nella  top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste – solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica. Un chilo di ciliegie del Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Stessa storia per i mirtilli che vengono dall'Argentina e devono volare oltre 11mila chilometri, consumando di 6,4 kg di petrolio e liberando 20,1 chili Co2. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico (che segnano un aumento delle importazioni peri al 6100%) , gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto. Veri nemici dell’ecomenù, possono essere rimpiazzati da mele, pere, mandarini, arance, kiwi e melograni. Da utilizzare senza produrre troppi scarti, nel nome delle tre R più sostenibili del pianeta: Riciclo, Riuso, Riparo. Qualche idea rubata all’agenda della nonna? Tenere le bucce del mandarino da buttare sulle braci del camino (o della griglia) per profumare tutta la casa con un effetto aromaterapico tonificate e rilassante; non buttare le arance ammaccate: basta infilare nella loro buccia qualche chiodo di garofano e pezzo di cannella per trasformarle in un delizioso profumatore naturale per gli armadi.

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