mar

19

apr

2011

Arriva l'auto ecologica che tocca i 150 km orari. A emissioni zero

leggi di più 2 Commenti

gio

10

mar

2011

Buone notizie eco: raddoppiano le piste ciclabili a Milano, arrivano i biovaporetti a Venezia

A Milano, il sindaco Letizia Moratti ha dichiarato che le piste ciclabili saranno potenziate del 50% rispetto a quelle del 2006: l'obiettivo è arrivare a una lunghezza complessiva oltre i 131 chilometri. Inoltre, sotto la Madonnina sta proseguendo il progetto finalizzato a sia a riqualificare gli itinerari ciclabili già esistenti, sia ad stendere il bike-sharing

 

Si punterà alla viabilità verde anche a Venezia, dove sta per entrare in scena il biovaporetto, presentato come prototipo nella Scuola Grande di San Rocco la settimana scorsa, nel corso di un convegno dal titolo Biocarburanti per una mobilità sostenibile in Laguna di Venezia.

Attualmente, la flotta dei veicoli pubblici veneziani è composta da circa 170 imbarcazioni di cui  58 vaporetti, 23 foranei, 12 motonavi, 64 motoscafi e 7 navi traghetto che, con una potenza di circa 150 kW, solcano la Laguna per almeno 15 ore ogni giorno, 300 giorni l'anno.

Con l'utilizzo dei biovaporetti, che funzionano con biocarburante vegetale, la quantità di emissioni sarebbe ridotta di oltre 60.000 tonnellate.  Un bel passo avanti per la sostenibilità ambientale e per la salute dei cittadini. 

leggi di più 0 Commenti

lun

31

gen

2011

stop al traffico: ma serve a qualcosa?

Quanto influisce il traffico delle auto sui livelli delle polveri sottili? Non molto, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. E secondo voi? Rinunciare all'auto serve a qualcosa?

 

Dall'inizio dell'anno, giorno dopo giorno, Milano continua a superare il tetto dei 50 mcg per metro cubo di Pm10, segnalandosi come una delle città che con più frequenza infrange il limite fissato dall'UE. Maglia nera anche a Brescia, Bergamo, Lecco, Como e Varese seguiti da Lodi, Pavia, Mantova. Come misura di emergenza si adotta il blocco delle auto, che, pur favorendo comportamenti sostenibili,  secondo una ricerca del Centro Studi sui Sistemi di Trasporto (Csst), patrocinata dall'Aci, non risolve affatto il problema.  

 

Leggendo un articolo pubblicato su Focus scopriamo infatti che le fonti più importanti delle polveri sottili (il famigerato PM10) sono altre, e la loro concentrazione nell'aria viene intaccata poco o nulla dalle iniziative legate al traffico

 

 
   

PM10: chi lo fa (e quanto)

   
     
 

Centrali termiche ed
emissioni industriali

25%

Impianti di riscaldamento

11%

Processi produttivi 
di vario tipo

10%

Processi di combustione 
naturali

10%
Trasporti marittimi, 
aerei e ferroviari

15%
Veicoli industriali e 
trasporto pubblico

9%
Autovetture

8%
Veicoli commerciali 
leggeri

5%

Ciclomotori

2%

Motocicli

1%

Processi non dovuti a 
combustione (attrito, 
Abrasione e 
polverizzazione dei mat. 
di consumo, per esempio 
le gomme)

4%


Fonte: CSST (Centro Studi sui Sistemi di Trasporto). Lo studio è pubblicato a cura dell'Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli).
 
 

E se Aci (Automobile club italiano) può essere considerato un "osservatore di parte", l'Organizzazione Mondiale della Sanità  è della stessa opinione. Nel 2005, infatti,  ha commissionato uno studio su 13 città italiane dal quale si evince che lo stop alle macchine non cambia la situazione inquinamento. Prendiamo come esempio la città di Trieste: qui le polveri sottili in atmosfera vengono attribuite per il 15% al traffico e per il 13% al riscaldamento, ma il 66% deriva dalle  attività industriali. 

Qui a destra trovate i dati che specificano le cause dell'inquinamento urbano, suddivisi in percentuale.

 

Sembra che le autovetture influiscano solo in misura dell'8%.

 

Perché, allora, le strategie d'emergenza si concentrano principalmente sui trasporti privati?

 

E quali potrebbero essere, invece, le soluzioni più efficaci? A voi la parola.

leggi di più 1 Commenti
Newsletter

seguici su Twitter